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I grandi marchi chiudono i negozi. “Così cambia il modo di vendere”

Milano, 22 ottobre 2020 – Gli esperti lo chiamano «modello Nike». E’ la scelta fatta dal celebre marchio sportivo di chiudere tutti i suoi negozi, negli Stati Uniti e in Europa, per puntare solo sulle vendite on line. L’emergenza Covid sta provocando un effetto Nike in tante città, soprattutto in quelle che vivevano sui turisti stranieri. E diversi marchi, di alto e medio livello, stanno meditando se chiudere i punti vendita nei luoghi più colpiti dal lockdown, le città d’arte nelle quali il commercio era accessorio del turismo. Inutile elencare nomi, solo per citare il caso di Siena da marzo a ottobre diverse griffe dell’abbigliamento e del cibo hanno chiuso le saracinesche per non riaprirle. E altri stanno meditando su cosa fare. Non poteva non avere conseguenze il crollo del turismo, soprattutto straniero: non paga più avere una boutique con un brand conosciuto nel centro delle città, nelle vie dello shopping, facendo leva sull’effetto vetrina, sul fatto che il marchio era perennemente in vista.

Se sei costretto a stare a casa, a non viaggiare, il commercio on line diventa l’unica forma di shopping. Per questo i colossi della rete fanno profitti stratosferici. Negli anni scorsi le città d’arte, comeVENEZIA ROMA FIRENZE E NAPOLI, hanno avuto successo perché hanno cavalcato l’incremento delle esportazioni e la crescita dei turisti stranieri. Ma non possiamo accontentarci dei numeri attuali, dobbiamo passare da 50 a 100 milioni di turisti stranieri”

la crisi MONDIALE del franchishing. “Nel commercio è in corso una vera rivoluzione”

Esplode il commercio online in italia i numeri sono da capogiro

Innovative Payments: l’evoluzione delle abitudini degli italiani

Quello dei pagamenti digitali è tuttavia un trend già presente e destinato ad essere ben più longevo della pandemia. Secondo i dati dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano già nel 2019 i pagamenti digitali con carta sono arrivati in Italia a quota 270 miliardi di euro, con una crescita annua del +11%, classificando le carte al secondo posto tra i metodi di pagamento (anche online) più utilizzati in Italia dopo i contanti. Alla semplice carta di credito, tuttavia, si affianca un sempre più folto ecosistema di modalità e device di pagamento, che rientrano nel cappello degli Innovative Payments. Sempre in base dai dati dell’Osservatorio Innovative Payments, in Italia nel 2019 hanno raggiunto un valore oltre 3,1 miliardi di euro (+109% rispetto al 2018) e vedono nello Smartphone il loro motore primario, seguiti da Smartwatch e Wearable in generale e anche a Smart TVSmart Speaker e Smart Car.

PAGAMENTI DIGITALI

I pagamenti digitali sono il frutto dell’innovazione tecnologia e di una rete di comunicazione costantemente connessa. Grazie ad essi è stato possibile rendere più rapidi, comodi e moderni gli acquisti dei consumatori. Rientrano in tale categoria anche i pagamenti P2P e quelli effettuati in negozio utilizzando la tecnologia NFC o contactless.

Lo studio Kantar Innovative Payment, di concerto con il Kantar COVID-19 Barometer, grazie ad un’analisi del sentiment dei consumatori e delle derivanti implicazioni per i Brand, ha sottolineato la positiva propensione degli italiani verso gli Innovative Payments che potranno diventare in un prossimo futuro una realtà sempre più diffusa nel mondo dei pagamenti, specie nel presente e nel post pandemia.